In relazione alla richiesta di cui all’oggetto e su indicazione del dirigente, si fa presente che le sale riunioni della Regione Marche non possono essere concesse per manifestazioni avverso gli atti della Giunta Regionale.
Cordiali saluti
Anna Lucia Lucarelli
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Questo è il testo della risposta negativa alla richiesta della sala Raffaello della Regione Marche. La richiesta, corredata di orari, temi e nomi dei relatori era stata formulata dal gruppo consiliare Popolo e Territorio – Libertà ed Autonomia, d’intesa con i Comitatinrete, per l’incontro manifestazione dei Comitati dell’elettrodotto indetto per l’11 aprile, ore 9.45, ad Ancona.
Tranquilli perché, bontà sua, la burocrazia regionale ci mette a disposizione la Sala Pagoda.
Motivo più verosimile del diniego è che la sala Raffaello è il salotto buono della Regione, mentre la sala Pagoda è quello di ripiego. Potevano dare il salotto buono a quei “bifolchi” dei Comitati?
Non si accorge, la incolpevole firmataria della risposta, di due cose:
1) che classifica come “contraria” alla Giunta l’incontro dei Comitati prima che si svolga e se ne possa dedurre il tenore. Cos’è, censura preventiva, volontà punitiva? Niente di tutto ciò. Ai burocrati manca il senso del ridicolo e si cacciano in situazioni deplorevoli per pura “stupideria”, che è molto più pericolosa della corruzione, perché contro la corruzione ci si può rivolgere alla Magistratura e bloccarla , ma contro la “stupideria” non c’è nessun rimedio e alla lunga fa più danno.
2) che impedisce ad un gruppo consiliare di svolgere il suo mandato, come prevede lo Statuto Regionale.
Ma la signora Lucarelli si accorge, probabilmente, di tutto ciò e precisa che agisce su “indicazione del dirigente”.
Abbiamo atteso qualche giorno perché lo stesso provvedesse a riparare. Invano!!!!.
Se tanto ci da tanto, allora è più facile comprendere come mai la Regione sia incappata nella reprimenda del Governo, ad esempio per quanto attiene al ricorso alla Corte Costituzionale circa la L.R. Marche 3/2012; meglio si spiega anche perché il Servizio Attività Normativa e Legale della Regione sia intervenuto, ad esempio, con pareri legali per sostenere le non corrette interpretazioni del PTC di Macerata che hanno comportato l’approvazione di impianti di biogas in zone di tutela integrale da parte dei funzionari recentemente sospesi a seguito dell’indagine della Procura, come accaduto per l’impianto biogas di Corridonia.
L’episodio, in se banale, ci fa dire due cose serie :
- Al Presidente Spacca: caro Presidente dove crede di portare la macchina Regione che mostra segni così evidenti di “sfasatura” in molti dirigenti regionali? Noi siamo disponibili al confronto, lo abbiamo detto e ripetuto, ma come può pretendere che accettiamo il confronto su questi livelli?
- Ai Comitati : traiamo occasione da questi trattamenti e partecipiamo numerosi all’incontro dell’11 Aprile: Abbiamo ragione, la sappiamo far valere e vinceremo la vertenza dell’elettrodotto, così come ne abbiamo già vinte a decine contro la burocrazia della Regione Marche.
CITTADINI NON SUDDITI
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