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Centrale Turbogas: Edison non ha affatto intenzione di tirarsi indietro

4 luglio, 2011

LETTERA APERTA AI CITTADINI

Carissimi,
il 6 maggio 2011 ci siamo riuniti nella palestra di San Michele per avviare, insieme ad altri Comitati, una azione comune per difendere la Valcesano. Abbiamo anche fatto il punto della situazione relativa al progetto Turbogas.
In quella occasione abbiamo toccato diversi argomenti e, crediamo, sia necessario fissare e ribadire alcune informazioni importanti. Inoltre ci sono stati degli sviluppi, che vorremmo comunicarvi.

Come ci siamo lasciati il 6 maggio?

Cosa consumerà la centrale: 1 miliardo e 307 milioni di metri cubi di metano all’anno
Cosa emetterà la centrale:
- monossido di Azoto (NOx) pari a 196 tonnellate all’anno
- monossido di Carbonio (CO) pari a 1.179 tonnellate all’anno
- biossido di Carbonio (CO2) pari a 2.555.924 tonnellate all’anno
- vapore d’acqua per 5.110.400 metri cubi all’ora
- polveri sottili PM10
- calore

Tutte emissioni estremamente dannose per la salute, in un territorio dove la Regione sta limitando la circolazione del traffico per contrastare l’inquinamento dell’aria.

Cosa produrrà la centrale: 7.117 GWh di energia elettrica all’anno, poco meno del fabbisogno annuo della Regione Marche

Il decreto interlocutorio negativo del Ministero dell’Ambiente. Il giorno 4 agosto 2010 il Ministero dell’Ambiente ha acquisito il parere della Commissione Tecnica Ministeriale di V.I.A.(1) ed ha espresso un parere interlocutorio negativo. La stessa Commissione ha motivato questo parere dicendo che il progetto presentato da Edison non riportava alcune indispensabili informazioni necessarie per valutare i possibili effetti della centrale sul territorio, la salute e l’economia delle zone interessate. Tuttavia, il Ministero dello Sviluppo Economico, titolare del procedimento principale, non concludeva la procedura respingendo la domanda di autorizzazione, ma decideva di tenerla illegittimamente sospesa.

La richiesta di chiusura del procedimento. Il Comitato ha subito contestato questa decisione del Ministero dello Sviluppo Economico, perché illegittima. La posizione espressa dal Comitato è stata condivisa dai 35 Sindaci e dai Presidenti delle Province, che la ribadirono ufficialmente e congiuntamente il 15 ottobre 2010, in Palestra a S.Michele, sottoscrivendo un documento unico, in cui chiedevano al Ministero dello Sviluppo Economico, l’immediata chiusura del procedimento che aveva avuto esito negativo, che, contrariamente, veniva tenuto “sospeso”.
Anche il Consiglio Regionale ha fatto sua questa posizione, infatti il 30 novembre 2010 ha votato all’unanimità una risoluzione che dava incarico alla Giunta Regionale di chiedere a sua volta, al Ministero dello Sviluppo Economico, la definitiva chiusura del procedimento.

La delibera della Giunta Regionale. La Giunta Regionale, però, il 21 febbraio 2011, con la Delibera n.236, non ha chiesto la chiusura definitiva del procedimento: ha invece deliberato di comunicare preventivamente al Ministero dello Sviluppo Economico (che di seguito, per brevità, chiameremo MISE) il proprio diniego al progetto (ovvero ha dichiarato di negare l’Intesa Stato-Regione, cioè il sì congiunto del Ministero e della Regione, necessario ad autorizzare definitivamente la centrale). In pratica la Giunta Regionale, invece di dire no, ha detto che dirà no. A qualcuno potrebbe sembrare la stessa cosa, ma non lo è: infatti questa è l’anticipazione di un adempimento oggi non necessario, che si dovrà fare solo se il procedimento andrà avanti.
Il 24 febbraio 2011 Il Comitato ha immediatamente diffidato (2) il Presidente della Giunta Regionale a NON “comunicare preventivamente il diniego all’intesa” al MISE (3) (cioè a non dire anticipatamente che negherà l’accordo finale), dal momento che il procedimento di V.I.A. si era già concluso con esito negativo e quindi la Regione non sarebbe mai stata chiamata a dare l’intesa. Nella stessa diffida il Comitato ha avvertito il Presidente che questa iniziativa della Giunta Regionale (non in linea con quanto previsto dalle norme che regolano l’iter autorizzativo della centrale) poteva dare a Edison la possibilità di fare quel ricorso che altrimenti non avrebbe potuto più fare, visto che i termini erano scaduti. In altre parole, comunicando il diniego preventivo dell’Intesa, la Regione avrebbe offerto a Edison un’arma pericolosa per il territorio e i cittadini. Nella stessa nota, il Comitato ha ribadito al Presidente della Giunta Regionale che, invece, avrebbe dovuto richiedere ufficialmente e formalmente al MISE la chiusura del procedimento, così come avevano già fatto i Comuni, le Province e il Consiglio Regionale. Questa richiesta è stata ulteriormente espressa da 1450 cittadini con una petizione on line.

La Giunta Regionale però ha mantenuto la sua posizione. Achiedere la chiusura definitiva del procedimento è stato l’Assessore Regionale all’Ambiente, inviando una nota di richiesta al MISE. Sappiamo che la richiesta di un assessore non ha affatto il valore giuridico di una delibera di Giunta. Il MISE, il 25 marzo 2011, ha risposto all’Assessore rilevando che l’annuncio della NON INTESA (quello della Delibera n.236 del 21 febbraio 2011, duramente e giustamente contestata da Comitato e cittadini) non c’entrava nulla con i tempi previsti dalla procedura, a conferma di quanto già espresso dal Comitato.

Il procedimento non si chiude. Il 31 marzo 2011 il MATTM (4) ha comunicato a Edison che, non avendo la ditta prodotto alcuna integrazione al progetto, avrebbe provveduto a concludere la V.I.A. con esito negativo; ha concesso però a Edison 10 giorni per fare osservazioni a questo preannuncio di chiusura. Pochi giorni dopo Edison ha risposto alla comunicazione, chiedendo che le venisse concesso ulteriore tempo per “sistemare” le carenze del progetto. Questo ci conferma che Edison non ha affatto intenzione di tirarsi indietro.

Cosa è successo dopo il 6 maggio?

La riapertura del procedimento. Il 5 maggio 2011 il MATTM ha risposto alle osservazioni di Edison riavviando il procedimento e concedendole altri 90 giorni per correggere e integrare il progetto Centrale Turbogas. I 90 giorni scadranno il 9 agosto 2011.

Il monitoraggio dell’aria. Tra le tante mancanze e carenze che presenta il progetto Turbogas, c’è la mancata analisi della qualità dell’aria allo stato attuale: infatti la Commissione V.I.A. aveva chiesto ad Edison di eseguire una campagna di monitoraggio nel periodo estivo e nel periodo invernale.
Il 1 aprile 2011 Edison ha presentato ad A.R.P.A.M. (5) un nuovo progetto che riguarda lo studio delle ricadute al suolo delle sostanze inquinanti emesse dai camini della centrale, chiedendo allo stesso ente indicazioni sul luogo dove posizionare le centraline di rilevamento.
Su segnalazione del Comitato, oltre 20 sindaci hanno invitato la Regione Marche e A.R.P.A.M. a non collaborare con Edison in merito al perfezionamento del progetto, anche rispetto al monitoraggio dell’aria, dal momento che l’Amministrazione Pubblica ha compiti di controllo e valutazione dei progetti e non è un organo di “consulenza” di soggetti privati.

Qual è oggi la posizione del Comitato?

Il procedimento è da considerarsi chiuso sin dal 04.08.2010, perché ha avuto un esito negativo e perchè sono scaduti i termini previsti per legge. Riavviarlo è stato dunque illegittimo.
Quanto è accaduto recentemente ci fa capire che la Questione Turbogas non è affatto conclusa e occorre ancora che i cittadini facciano sentire forte la loro voce: abbiamo ottenuto importantissimi risultati, ma dobbiamo rimanere vigili affinché vengano rispettati i diritti dei cittadini e del territorio in termini di salute, di qualità della vita e di patrimonio e la stessa normativa italiana ed europea.

Per agire in modo efficace e far rispettare i nostri diritti di cittadini, in questo momento è necessario intraprendere specifiche azioni giudiziarie e, ovviamente, sostenerne le spese.
Per proseguire le iniziative e mettere in campo tutte le strategie necessarie a far valere i nostri diritti, occorre il sostegno e il contributo di tutti, cittadini ed Enti Locali.
Solo in questo modo potremo riuscire a difendere i nostri territori, le nostre proprietà e la nostra salute
.

San Michele al Fiume, 1 luglio 2011
Il Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano

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Note:

1) V.I.A. significa Valutazione d’Impatto Ambientale: la Commissione deve analizzare l’impatto della Centrale Turbogas sull’ambiente, cioè l’eventuale danneggiamento che essa potrebbe comportare sugli abitanti e sul territorio

2) La diffida è l’intimazione a qualcuno a non intraprendere o a cessare azioni illegittime o inopportune, oppure a compiere azioni dovute, avvertendolo che in caso contrario ci si rivolgerà all’autorità competente

3) Mi.S.E. è il Ministero dello Sviluppo Economico

4) M.A.T.T.M. è il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

5) A.R.P.A.M. è L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale delle Marche.

Centrale Turbogas di Corinaldo: la storia e la situazione attuale

7 maggio, 2010

Il 15 ottobre 2009 presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Regione Marche, le due Provincie e i nove Comuni interessati dal progetto, viene depositato da parte di Edison S.p.A. il progetto per la realizzazione di una Centrale Termoelettrica a ciclo combinato da 870 MWe, da costruire nel terreno Z.I.P.A., presso Corinaldo, in provincia di Ancona, nonché in prossimità del confine con la provincia di Pesaro, nelle vicinanze dell’abitato di San Michele al Fiume di Mondavio.
Alcuni cittadini di San Michele, allarmati dalla notizia pubblicata sui quotidiani locali, nell’intento di ottenere maggiori informazioni al riguardo, effettuano un accesso agli atti alla Regione Marche , presso la quale è stata depositata copia del progetto, del quale viene concessa copia integrale.

Dopo averne analizzato le specifiche tecniche, gli stessi cittadini decidono di informare la popolazione locale, ancora praticamente ignara di quanto stava accadendo. A tal fine si crea un gruppo di lavoro, chiamato Sviluppo Sostenibile Valcesano, che il 27 novembre organizza un’assemblea popolare presso i locali della “Lanterna Azzurra”, in località Madonna del Piano, a Corinaldo con la partecipazione dell’ingegner Valentino Tavolazzi. Sono presenti più di settecento cittadini, ai quali viene comunicata l’avvenuta presentazione del progetto. Lo stesso giorno parte la raccolta di firme ad una petizione popolare che chiede alla Regione Marche, a trentacinque comuni e alle due province coinvolte di deliberare in senso negativo al progetto, di fare le osservazioni e redigere pareri entro i 60 giorni previsti dalla legge. La petizione è stata ad oggi sottoscritta da oltre 10.000 persone.

Due giorni dopo il gruppo si costituisce formalmente nel Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano e il 7 dicembre il presidente Manuela Pieri concede un’intervista al TG3, realizzata proprio sul terreno dove è prevista la realizzazione della Centrale, alla presenza di centinaia di cittadini.

Il 9 dicembre il Comitato organizza una seconda assemblea pubblica a Mondavio, nella quale si dà il via alla diffida patrimoniale (azione di difesa patrimoniale dei cittadini), da inserire come osservazione nel procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale avviato dal Ministero dell’Ambiente. In giornata la regione Marche aveva convocato la Conferenza dei Servizi per l’esame della V.I.A. regionale per il 21 gennaio 2010, a cui sono invitate le amministrazioni ed enti interessati, e i nove comuni interessati direttamente dal progetto (Corinaldo, Mondavio, Monteporzio, Monterado, Orciano di Pesaro, San Giorgio di Pesaro, Piagge, Cartoceto e Fano).
Alla scadenza del periodo previsto dalla legge per presentare le Osservazioni al progetto e per redigere i relativi pareri (14 dicembre) il Comitato aveva redatto e spedito le proprie Osservazioni al progetto, inviandole al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Marche Assessorato Ambiente e Paesaggio (poi integrate con ulteriori Osservazioni il 5 febbraio e 20 febbraio 2010), mentre trentadue Comuni ed entrambe le province, su impulso del comitato e dei cittadini firmatari della petizione, avevano deliberato negativamente in Giunta o in Consiglio in merito al progetto. Lo stesso giorno è in agenda la prima Conferenza dei Servizi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, a cui partecipano le Amministrazioni ed enti interessati dal progetto oltre all’Avv.to M.Raffaela Mazzi, in qualità di Legale del Comune di Mondavio: in seguito ad alcune eccezioni procedurali sollevate da alcune Amministrazioni, la Conferenza dei Servizi viene però rinviata.
Il 22 dicembre 2009 il Comitato promuove un tavolo di lavoro con le pubbliche amministrazioni a cui sono invitate sia i Comuni interessati dal progetto che quelli coinvolti dalla petizione popolare.
Entro la fine dell’anno tutti i Comuni (interessati dalla petizione popolare) avevano espresso delibere contrarie alla realizzazione della Centrale.

Il 13 gennaio 2010 il Comitato scrive una lettera aperta a tutti i parlamentari eletti nel collegio delle Marche affinché provvedano nelle sedi competenti ad impedire la realizzazione della Centrale, assicurando così ai cittadini, anche mediante le azioni di sindacato ispettivo previste dall’ordinamento, il rispetto dei diritti costituzionalmente riconosciuti alla SALUTE , all’AMBIENTE, alla PROPRIETA’ PRIVATA. Alcuni parlamentari avanzano un’interrogazione parlamentare (n.5-02403).
Il 15 gennaio, presso il Ministero per lo Sviluppo Economico, la Conferenza dei Servizi (già rinviata un mese prima) dà inizio al procedimento unico che regola l’iter Amministrativo di approvazione o diniego al progetto.
Il 16 gennaio il Comitato organizza la terza assemblea pubblica nei locali della “Lanterna Azzurra”, a cui intervengono oltre milleduecento cittadini per informare la cittadinanza sullo stato dei procedimenti amministrativi in atto ed invita il Professor Gianni Tamino che tiene una lezione su sviluppo sostenibile ed energia per il futuro.
Il 18 gennaio Il Pubblico Funzionario Regionale, il Responsabile Regionale del procedimento e la Regione Marche vengono raggiunti da diffida inviata dal Comitato a convocare in Conferenza dei Servizi anche i Comuni INTERESSATI dalle ricadute ambientali derivanti dalla realizzazione della centrale, (e già coinvolti dal comitato attraverso la petizione popolare): Castelleone di Suasa, Barbara, Arcevia, Ripe, Castelcolonna, Senigallia, Ostra, Ostra Vetere, Montecarotto, Morro d’Alba, Serra dei Conti, Belvedere Ostrense, Montemaggiore al Metauro, Mondolfo, S.Costanzo, Barchi, Fratte Rosa, S.Lorenzo in Campo, Pergola, Isola del Piano, S.Ippolito, Fossombrone, Saltara, Serrungarina, Frontone e Serra S.Abbondio; in seguito a questa, la Regione Marche, il 20 gennaio, estende l’invito a tali Amministrazioni Locali. La Conferenza, avente per oggetto il procedimento di V.I.A. regionale, si svolge il 21 gennaio.
Nel frattempo viene programmata una seconda campagna per la sottoscrizione delle diffide patrimoniali: il 23 gennaio i cittadini che l’hanno sottoscritta sono più di cinquecento.
Il 28 gennaio la Commissione Ministeriale per il procedimento di V.I.A. effettua un sopralluogo sui terreni Z.I.P.A. destinati alla Centrale; vengono invitati la Regione Marche, rappresentata dal P.F. David Piccinini, Arpa Marche e EDISON S.p.A. Non vengono invitati i Sindaci delle varie Amministrazioni coinvolte nel procedimento. Molti di essi sono però presenti al sopralluogo, avvertiti dal Comitato che in quella circostanza indice un sit-in a cui partecipano almeno trecento cittadini e invita le telecamere del TG3 che sono presenti.
Il 2 febbraio il Comitato invia una lettera ai Vescovi delle diocesi di Fano e Senigallia, a cui la Commissione della Conferenza Episcopale Marchigiana per la pastorale sociale e del lavoro risponde pubblicamente il 26: i vescovi delle Marche condividono le preoccupazioni espresse dalla popolazione della Valcesano e dei Comuni residenti nell’area circostante la realizzazione della centrale e invita le Autorità pubbliche ad adoperarsi perché nel caso concreto si cerchino soluzioni alternative al progetto in discussione, soluzioni che siano coerenti con i principi e i valori della custodia del Creato, della difesa della salute fisica delle persone e delle famiglie, del rispetto del territorio e della tutela degli insediamenti abitativi e lavorativi esistenti e della vita delle comunità residenti.
Il giorno seguente viene indetta una assemblea pubblica a Ripe, seguita da quella dell’8 a Monte Porzio, avente lo scopo di informare la popolazione locale sugli sviluppi della ormai nota “questione Turbogas”.

L’8 febbraio il comitato richiede ufficialmente al Ministero dell’Ambiente che venga indetta un’ “inchiesta pubblica” in base all’art.24 comma 6 del D.Lgs152/06: A QUESTA RICHIESTA NON SI È AVUTA MAI RISPOSTA.

L’inchiesta pubblica è uno strumento attraverso il quale la legge consente ai cittadini, di poter partecipare all’esame dello studio d’impatto ambientale, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e delle osservazioni redatte dai cittadini con una conferenza pubblica (in contraddittorio) a cui partecipano le pubbliche amministrazioni, il proponente e gli stessi cittadini. L’inchiesta pubblica, se viene concessa, deve essere fatta prima della conclusione del sub-procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA).
Il 13 febbraio l’onorevole Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo partecipa ad un incontro organizzato dall’ Amministrazione Comunale di Corinaldo con i sindaci dei trentacinque Comuni coinvolti nel procedimento; viene ufficialmente invitato anche il Comitato.
Due giorno dopo, nella palestra comunale di San Michele al Fiume, il Governatore della Regione Marche, Gian Mario Spacca incontra la popolazione in un’assemblea organizzata dal Sindaco di Mondavio, Federico Talè e interviene sulla questione della Centrale, chiarendo la posizione dell’Amministrazione Regionale, contraria alla realizzazione del progetto.
Il 19 febbraio una delegazione del Comitato viene ricevuta a Roma dal Vice Ministro allo Sviluppo Economico Adolfo Urso. In giornata viene emesso il parere negativo della Regione Marche alla realizzazione della Centrale.

L’indomani i Comitati delle Marche organizzano ad Ancona la manifestazione “Giù le mani dalle Marche” per protestare contro progetti e realtà ad alto impatto ambientale nella Regione.
Ulteriori azioni svolte dal comitato sin dalla sua costituzione, sono il continuo monitoraggio dei procedimenti amministrativi, attraverso l’accesso agli atti ed estrazione copia degli stessi, che nel corso dei mesi è stata esercitata presso le varie amministrazioni interessate dal progetto.
A tutt’oggi il comitato sta monitorando il sub-procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), attualmente in corso presso il Ministero dell’Ambiente.
Oltre a continue e costanti azioni di “sollecitazione” verso tutte le Amministrazioni pubbliche locali (comprese quelle amministrazioni comunali non interessate dal progetto ma da subito coinvolte dal comitato attraverso la petizione popolare) affinché redigessero atti o promuovessero azioni di contrasto al progetto presentato.
Il 15 maggio 2010 il comitato ha organizzato la 3^ campagna di “Diffide patrimoniali”, azione molto importante innanzitutto per sollecitare il Ministero dell’ambiente, presso cui è in atto il sub procedimento di VIA:
a)- a tenere conto del patrimonio immobiliare esistente nei territori circostanti la centrale in progetto e che verrebbe danneggiato, in termini economici, dal progetto presentato da Edison S.p.A.,
b)- a rispettare il codice dell’Ambiente D.Lgs 152 art. 4 comma 4 lettera b, la dove richiama che “la valutazione ambientale dei progetti ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione dell’ecosistema in quanto risorsa essenziale per la vita. A questo scopo, essa individua, descrive e valuta, in modo appropriato, per ogni caso particolare e secondo le disposizioni del presente decreto, gli impatti diretti di un progetto sui seguenti fattori:
1)- l’uomo, la fauna e la flora;
2)- il suolo, l’acqua, l’aria e il clima;
3)- i beni materiali ed il patrimonio culturale;
4)- l’interazione tra i fattori di cui sopra.”
L’atto di diffida costituisce un fondamentale strumento di esercizio dei diritti dei cittadini, ha lo scopo di richiamare le autorità preposte al rilascio dei provvedimenti alle proprie responsabilità, ivi compresa quella di assicurare che la valutazione di impatto ambientale accerti le nefaste conseguenze della centrale sul patrimonio immobiliare e che di tale impatto si tenga conto in sede di definizione dei provvedimenti conclusivi.
L’atto di diffida costituisce altresì messa in mora delle autorità e dei funzionari preposti rispetto ai danni patrimoniali subiti e subendi medio tempore in conseguenza di ritardi nell’emanazione dei provvedimenti finali preclusivi della realizzazione della centrale, ovvero in ipotesi di emanazione dei provvedimenti autorizzativi. E’ evidente, infatti, che il semplice rilascio delle autorizzazioni alla realizzazione dell’impianto determinerebbe, in ipotesi, ulteriore svalutazione degli immobili e calo della domanda, conseguenze che potrebbero protrarsi fino alla definitiva caducazione dei provvedimenti stessi.
Pur essendo certo, il Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano, di riuscire, con il sostegno dei cittadini, ad impedire la realizzazione della centrale turbogas, non è escluso che la definitiva conclusione della vicenda richieda l’impugnazione avanti all’autorità giudiziaria di eventuali autorizzazioni o provvedimenti favorevoli alla ditta proponente.

Promemoria per il Presidente della Regione Marche e per i Consiglieri della Regione Marche

11 febbraio, 2010

Al Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca

Ai Signori Consiglieri della Regione Marche

La presente è per ricordarvi

- che il 15 ottobre 2009 è stato depositato da Edison S.p.A. il progetto di una centrale termoelettrica da 870 MWe nella zona ZIPA di Corinaldo (AN);

- che ad oggi (11 febbraio 2010) sono trascorsi ben 119 giorni dal momento del deposito del progetto e ben 59 giorni dal termine per la redazione del parere da parte della Regione Marche, come previsto dall’art.25 del D.Lgs n.152/2006 e così come modificato dal DLgs n.4/2008, termine che, secondo le leggi richiamate, sarebbe scaduto il 14.12.2009.

Ora ci stiamo chiedendo: quanto ancora dobbiamo attendere prima che il PARERE VENGA EMESSO?

In urgente attesa di riscontro, distinti saluti.

Mondavio,lì 11 febbraio 2010

Interrogazione a risposta in commissione al Ministero dell’Ambiente e al Ministero dello Sviluppo Economico

4 febbraio, 2010

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/02403

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 275 del 28/01/2010

Firmatari

Primo firmatario: VANNUCCI MASSIMO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/01/2010

Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
FAVIA DAVID ITALIA DEI VALORI 28/01/2010
CICCANTI AMEDEO UNIONE DI CENTRO 28/01/2010
GIOVANELLI ORIANO PARTITO DEMOCRATICO 28/01/2010
AGOSTINI LUCIANO PARTITO DEMOCRATICO 28/01/2010
CAVALLARO MARIO PARTITO DEMOCRATICO 28/01/2010
Destinatari

Ministero destinatario:

  • MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
  • MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-02403

presentata da

MASSIMO VANNUCCI
giovedì 28 gennaio 2010, seduta n.275
VANNUCCI, FAVIA, CICCANTI, GIOVANELLI, AGOSTINI e CAVALLARO. -

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dello sviluppo economico.

- Per sapere – premesso che:

in data 15 ottobre 2009, la Soc. Edison Spa ha depositato l’istanza di VIA – valutazione di impatto ambientale, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per la realizzazione di una centrale termoelettrica ciclo combinato da 870 megawatt elettrici nel territorio del comune di Corinaldo (Ancona);

in data 16 ottobre 2009, è stato dato avviso di avvio del procedimento mediante pubblicazione sul quotidiano «Il Resto del Carlino»;

presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – direzione generale per la salvaguardia ambientale – divisione III e divisione IV, sono in corso i procedimenti rispettivamente di VIA e AIA;

in data 15 gennaio 2010, si sarebbe tenuta presso il Ministero dello sviluppo economico – Dipartimento per l’Energia Direzione Generale per l’energia nucleare, le energie rinnovabili e l’efficienza energetica – divisione II – Produzione Elettrica, la prima riunione della Conferenza dei Servizi;

dai documenti risultano:

1) emissioni in atmosfera – dichiarate nello studio di impatto ambientate dal proponente – per 5.110.400 metri cubi per ora contenenti:

a) Monossido di Azoto NOx 24,2 chilogrammi per ora (196 t/anno);

b) Monossido di Carbonio CO 144,6 chilogrammi per ora (1.179 t/anno);

c) Biossido di Carbonio CO2 313.556 chilogrammi per ora (2.555.924 t/anno);

2) elevato impatto acustico dell’impianto, quale si evince dell’apposita relazione previsionale;

3) ingente consumo annuo idrico per circa 79.200 metri cubi;

4) elevata dispersione in atmosfera di energia termica, pari a 811 megawatt termici.
Il territorio interessato risulta avere le seguenti caratteristiche:

1) valore paesaggistico dell’area interessata dall’intervento. Il progetto si inserisce in un contesto caratterizzato dalla presenza di «paesaggi agrari di interesse storico-ambientale», «nuclei e centri storici», «aree di rilevante valore paesaggistico-ambientale» e «punti e percorsi panoramici» individuati dal PPAR. Relativamente a tali aspetti si segnala che la Centrale ricade interamente in un’area «di alta percettività visiva» «V» ed in prossimità dell’area C «a qualità diffusa» No. 41 Mondavio segnalate dal PPAR. La centrale in progetto ricade all’interno della fascia di tutela fluviale di 150 per lato (Articolo 142 decreto legislativo n. 42 del 2004, ex legge n. 431 del 1985) del Fiume Cesano ed è situata a breve distanza Est dalla «Villa di San Lorenzetto» (articolo 136 decreto legislativo n. 42/04, ex legge n. 1497/39) ubicata nel Comune di Corinaldo;

2) a breve distanza Ovest è collocato il sito «Archeologico dell’Antica città di Suasa» ubicata nel comune di Castelleone di Suasa, nemmeno presa in considerazione dal progetto;

3) il PEAR delle Marche non prevede la realizzazione di centrali turbogas di grossa taglia quali quella prospettata. Pertanto l’approvazione del progetto costituisce variante al PEAR delle Marche e deve essere sottoposta a VAS – valutazione ambientale strategica ai sensi della parte seconda – Titolo II del decreto legislativo n. 152 del 2006, e della DGR Marche nr. 1400 del 20 ottobre 2008;

4) l’applicazione della VAS, peraltro, deve avvenire in conformità al dettato europeo ed essere consequenziale, provvedendo in primis alla quantificazione delle risorse disponibili, quindi dei fabbisogni, infine alla pianificazione delle soluzioni a eventuale copertura dei fabbisogni con l’indicazione dei siti idonei a determinare minore impatto ambientale l’impianto proposto dalla soc. Edison Spa a Corinaldo appare sproporzionato rispetto alle esigenze dell’intera regione Marche in quanto prevede l’installazione di 870 megawatt elettrici a fronte del deficit di 455 megawatt elettrici e tanto senza tener conto dell’attuale contingenza relativa al calo dei consumi energetici;

il progetto è gravemente carente laddove considera «trascurabili» le PST – polveri totali sospese emesse. Per un impianto da 870 megawatt elettrici, si stimano emissioni di polveri dell’ordine delle centinaia di tonnellate/anno (50-60 per cento degli NOx prodotti). Le polveri emesse sono del tipo PM10, PM2,5 e PM0,1 («grossolane», «fini» e «ultrafini», di diametro rispettivamente inferiore a 10, 2,5 e 0,1 millesimi di millimetro);

stando a dati raccolti e analizzati dai ricercatori del CNR, «la gran parte (>95 per cento) del particolato primario prodotto dalla combustione del gas naturale in turbina rientra nella categoria PM2,5». La maggior parte del particolato è secondario e si forma in atmosfera e la porzione più rilevante di questo particolato è del tipo PM2,5 (quindi non rilevabile al camino);

le emissioni atmosferiche della centrale, contemplate e/o taciute dal S.I.A., determineranno un peggioramento della qualità della vita dei residenti e, in particolare, rappresenteranno un grave pregiudizio per la salute dei cittadini;

l’ingente emissione termica determinerà una grave alterazione del microclima locale;

le emissioni acustiche dell’impianto investiranno numerosi ricettori sensibili (abitazioni);

la compromissione paesaggistica è insita nelle dimensioni dell’impianto, per superficie di estensione e altezza dei corpi di fabbrica (12-20-28-34 metri, camini 50 metri);

a seguito del peggioramento delle condizioni ambientali, paesaggistiche della vivibilità e della fruibilità del territorio, la realizzazione della prospettata centrale termoelettrica determinerà una grave svalutazione del patrimonio immobiliare e delle attività insediate, in particolare del turismo rurale sviluppatosi con importanti investimenti pubblici;

la realizzazione della centrale contribuirà in maniera ingente all’aumento dei gas clima-alteranti (cosiddetti gas serra) e comporterà un enorme spreco di potenziale energetico a causa delle dispersioni di energia termica in atmosfera;

è attivo un Comitato, operativo in 35 comuni delle province di Pesaro e Urbino e Ancona, che sta svolgendo capillare attività di informazione della cittadinanza sul progetto, sulle fasi del procedimento amministrativo e sulle posizioni e atti adottati o no dalle varie amministrazioni; ha avviato una petizione popolare contro la realizzazione della centrale in oggetto attualmente sottoscritta da oltre 8.000 cittadini; ha provveduto a predisporre ed inviare al ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare le osservazioni al progetto;

gli enti locali del territorio e precisamente i comuni di Corinaldo, Castelleone di Suasa, Barbara, Arcevia, Ripe, Castelcolonna, Monterado, Senigallia, Ostra, Ostra Vetere, Montecarotto, Morro d’Alba, Serra dei Conti, Belvedere Ostrense, Mondavio, Monte Porzio, Orciano di Pesaro, S. Giorgio di Pesaro, Piagge, Fano, Monte Maggiore al Metauro, Mondolfo, S. Costanzo, Barchi, Fratte Rosa, S. Lorenzo in Campo, Pergola, Isola del Piano, S. Ippolito, Fossombrone, Cartoceto, Saltara, Serrungarina, Frontone, Serra S. Abbondio, e le province di Pesaro e Urbino e Ancona, per le suddette ragioni, hanno già deliberato la propria ferma opposizione alla realizzazione della centrale termoelettrica a ciclo combinato da 870 megawatt elettrici proposta da Edison S.p.a in area ZIPA di Corinaldo (Ancona) -:

quale sia lo stato di avanzamento della pratica richiamata;

se i ministri interrogati intendono intervenire per sospendere immediatamente l’iter del procedimento considerati i pareri contrari espressi dalla regione Marche, dalle province interessate dai comuni del territorio per poter così approfondire la problematica e nel caso che i rilievi esposti in premessa siano confermati non autorizzare la realizzazione proposta. (5-02403)

Interrogazione al Senato della Repubblica

4 dicembre, 2009

Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 297 del 03/12/2009

AMATI, MAGISTRELLI, SBARBATI – Ai Ministri dello sviluppo economico e dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – Premesso che:

in data 22 ottobre 2009 la società Edison ha depositato con protocollo n. 8843 presso il Comune di Corinaldo (Ancona) il progetto per la realizzazione di un impianto termoelettrico da 870 MW da ubicare nell’area imprenditoriale della provincia di Ancona (ZIPA) di Corinaldo;

il progetto – a disposizione del pubblico presso gli uffici del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e dell’Assessorato ambiente e paesaggio della Regione Marche – dovrebbe prevedere che l’impianto sia alimentato esclusivamente con gas naturale (metano) e sarà costituito da due turbine a gas della potenza di circa 295 Mwe ciascuna, e una turbina a vapore della potenza di circa 310 Mwe;

la tecnologia adottata (ciclo combinato gas-vapore) dovrebbe consentire di ottenere la miglior efficienza energetica e la minor emissione specifica di gas climalteranti; inoltre l’adozione sia di bruciatori a bassa emissione di ossidi di azoto (NOx) che del sistema di riduzione catalitico selettivo dovrebbe consentire di ridurre, quasi a zero, l’emissione di NOx;

a tal proposito l’articolo 1 del decreto-legge n. 7 del 2002, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2002, n. 55, stabilisce che “la costruzione e l’esercizio degli impianti di energia elettrica di potenza superiore a 300 MW termici, gli interventi di modifica o ripotenziamento, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili all’esercizio degli stessi (…) sono dichiarati opere di pubblica utilità e soggetti ad autorizzazione unica, rilasciata dal Ministero delle attività produttive (…) a seguito di procedimento unico, al quale partecipano le Amministrazioni statali e locali interessate”;

il sito individuato per la localizzazione dell’impianto in oggetto è ubicato nella porzione occidentale del territorio di Corinaldo, in prossimità del confine con il territorio di Mondavio (Pesaro Urbino) e ricadente all’interno del Consorzio per le ZIPA;

considerato che:

l’opera inoltre non risulterebbe agli interroganti in alcun modo coerente con quanto stabilito nell’ambito del Piano energetico ambientale regionale (PEAR) della Regione Marche in ordine sia al risparmio energetico sia all’impiego delle energie rinnovabili che alla coefficienza energetica;

nell’ambito dello stesso PEAR non è previsto il ricorso a centrali di produzione di grandi dimensioni sia per le implicazioni di forte allarme sociale che tali impianti determinano tra le comunità interessate sia per gli aspetti legati alla sicurezza, ritenendo strategico per la realizzazione del Piano, il recepimento del principio della produzione distribuita e non concentrata di energia;

le popolazioni residenti nel territorio compreso tra le province di Ancona e Pesaro Urbino stanno manifestando forte contrarietà alla realizzazione dell’impianto in oggetto, segnalando la mancata conformità del progetto alle indicazioni previste a livello sia nazionale che internazionale con riguardo alla limitazione all’uso dei combustibili fossili, alla diversificazione delle fonti energetiche e alla prioritaria incentivazione delle fonti alternative e rinnovabili,

si chiede di sapere se i Ministri in indirizzo intendano, nell’ambito delle rispettive prerogative e competenze, verificare la correttezza delle procedure fino oggi adottate per la realizzazione di un impianto termoelettrico nell’area ZIPA di Corinaldo, con riguardo in particolare: a) al rispetto della normativa nazionale e comunitaria vigente; b) alla conformità del progetto alle indicazioni nazionali e internazionali in materia di diversificazione delle fonti, incentivazione delle fonti energetiche alternative e rinnovabili e limitazione all’uso dei combustibili fossili; c) all’effettiva compatibilità e necessità di un impianto termoelettrico quale quello progettato dalla società Edison ai fini dell’attuazione del Piano energetico nazionale.

(4-02379)

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La petizione

28 novembre, 2009

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Ai Sindaci dei Comuni di: Corinaldo, Castelleone di Suasa, Barbara, Arcevia, Ripe, Castelcolonna, Monterado, Senigallia, Ostra, Ostra Vetere, Montecarotto, Mondavio, Monte Porzio, Orciano di Pesaro, S.Giorgio di Pesaro, Piagge, Fano, Monte Maggiore al Metauro, Mondolfo, S.Costanzo, Barchi, Fratte Rosa, S.Lorenzo in Campo, Pergola, Isola del Piano, S.Ippolito, Fossombrone, Cartoceto, Saltara, Serrungarina. » Leggi tutto: La petizione