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Turbogas: il “Nì” del Ministero

11 agosto, 2010

Comunicato Stampa n. 14 del 10 agosto 2010

Con decreto del 4 agosto, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela
del Territorio e del Mare, ha espresso un “Nì”, trattamento su cui
nessun comune cittadino potrà mai contare.

Il Comitato non si ritiene soddisfatto del contenuto del
provvedimento, in considerazione del fatto che il progetto si è
dimostrato gravemente carente in molte parti che lo compongono e in
particolare per ciò che riguarda  la componente ambientale, tra cui
atmosfera, ambiente acustico, valutazione degli impatti sul paesaggio.

Carenze rilevate dalla stessa Commissione Tecnica di VIA e confermate
dallo stesso Ministero dell’Ambiente nell’emanazione del
provvedimento.

Carenze dietro le quali si cela l’impossibilità di dimostrare la
sostenibilità ambientale del progetto e che avrebbero dovuto portare
ad un provvedimento NEGATIVO, mentre quello emanato (INTERLOCUTORIO
NEGATIVO) a nostro avviso è un modo per dilazionare e allungare i
tempi del procedimento in corso a vantaggio del proponente e a danno
dei cittadini e del territorio.

Ma il Comitato non si farà turbare le ferie per una notizia di questo tipo.

Anzi, vuole approfittare della circostanza per augurare buone ferie a
tutti i cittadini che sin da subito hanno seguito con attenzione e
partecipazione tutte le vicende legate a questo progetto, sostenendo
il Comitato e aderendo a tutte le iniziative fino a questo momento
intraprese.

Il Comitato, sin da ora, intende annunciare che a fine agosto inviterà
tutti i sindaci dei 35 comuni coinvolti e la Regione Marche, ad
adottare tutte le azioni più opportune per la definitiva chiusura
della vicenda, a conferma della unitaria e ferma opposizione dei
territori al progetto.

Le iniziative comprenderanno anche la convocazione di un’assemblea
pubblica per informare i cittadini sull’evoluzione dei procedimenti in
corso.

Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano

Emesso il provvedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale

9 agosto, 2010

In data 4 agosto è stato pubblicato sul sito web del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare il provvedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale emesso da parte dello stesso Ministero dell’Ambiente, nel quale si decreta “il pronunciamento interlocutorio negativo riferito ala compatibilità ambientale del progetto “Centrale termoelettrica da 870 MWe localizzata nell’area industriale ZIPA in comune di Corinaldo (AN) ed opere connesse “come sopra descritte”, proposto dalla Società Edison S.P.A., con sede in Milano, Foro Bonaparte,31“.

Comunicato stampa n. 13-2010 del 15 giugno 2010

16 giugno, 2010

Grazie alla forte risposta dei cittadini che hanno inviato moltissime richieste al Ministero dell’Ambiente e alla Commissione Tecnica di VIA, affiancandosi all’istanza espressa dal Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano, lo scorso 8 febbraio, al fine di ottenere l’indizione dell’inchiesta Pubblica,

FINALMENTE

il Ministero dell’Ambiente,ha risposto alla Presidente Manuela Pieri, attraverso una mail inviatale alle ore 16,24 di oggi 15.06.2010, per comunicare quanto segue “le comunico che la detta Commissione in data 08.04.2010 ha espresso in merito alla centrale di cui trattasi un parere interlocutorio negativo sulla base del quale procederemo al più presto all’emanazione di un provvedimento interlocutorio negativo. Preciso che tale tipologia di provvedimento è emanata dall’Amministrazione ogni qualvolta gli elementi di conoscenza in possesso della stessa non consentono di esprimessi compiutamente sulla compatibilità ambientale del progetto”
 
E’ strano e non conforme alla legge, la circostanza che quando alcuni rappresentanti del Comitato, effettuarono l’accesso agli atti presso gli Uffici del Ministero dell’Ambiente in data 5.5.2010, circa un mese dopo l’espressione di tale parere, il Parere interlocutorio negativo a cui si fa riferimento, non fosse contenuto nel fascicolo che ci è stato mostrato.
 
Invitiamo i cittadini a continuare ad aderire alla petizione on-line attraverso il sito internet www.valcesanosostenibile.org. e sollecitiamo nuovamente i Sindaci ad intraprendere le azioni già richieste dal Comitato e ribadite in occasione dell’assemblea pubblica dell’11 giugno scorso.
 
Potrebbe essere un piccolo (MA GRANDE….) passo avanti per la conclusione della vicenda, ma non vorremmo che, come fece la Regione Marche per l’inceneritore di biomasse di Schieppe di Orciano, dopo il preavviso di diniego, venisse rilasciata l’autorizzazione alla costruzione dell’impianto.
 
Per questo il Comitato continuerà con maggior forza nelle azioni intraprese.

Progetto di centrale turbogas sollecito agli amministratori

14 giugno, 2010

Dal Corriere Adriatico del 14 giugno 2010

Mondavio Più di 400 persone hanno partecipato a San Michele al Fiume, all’assemblea pubblica organizzata dal Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano per informare i cittadini sullo stato del procedimento relativo alla centrale turbogas della Edison a Corinaldo. E’ stata la combattiva presidente del Comitato, Manuela Pieri, a esporre la situazione attuale e i contenuti del parere negativo emesso dalla Regione il 19 febbraio. Ha inoltre ricordato ai sindaci l’assoluta necessità di emettere provvedimenti urgenti a tutela della salute pubblica, in qualità di autorità sanitaria dei territori amministrati.

“Una richiesta – ha sottolineato Manuela Pieri – già formulata da parte dei cittadini, con la petizione popolare iniziata il 27 novembre e sottoscritta da più di 10.000 persone. La richiesta è stata poi rinnovata da parte del Comitato, il 21 gennaio, con una diffida. L’urgenza dell’emanazione di questi atti è data dall’imminenza del rilascio del parere da parte della Commissione tecnica della Valutazione d’impatto ambientale ministeriale”. E’ stato ribadito agli amministratori, l’importanza dell’indizione dell’inchiesta pubblica già chiesta dal Comitato l’8 febbraio scorso al Ministero dell’Ambiente, senza avere ottenuto risposta. “E’ doveroso che anche gli amministratori facciano richiesta, prima che il sub-procedimento di Valutazione d’impatto ambientale si concluda. E’ anche necessario che i cittadini aderiscano attraverso una petizione on-line che abbiamo promosso per avere un tavolo di confronto tra tecnici e cittadinanza, nel rispetto del principio di concertazione previsto dalla normativa”.

All’assemblea è intervenuto anche l’ingegner Antonio Pierfederici, in collegamento web da Monaco di Baviera. Pierfederici, ha contribuito a redigere la parte più importante delle osservazioni al progetto presentate al Ministero dell’Ambiente e all’Assessorato Ambiente e Paesaggio della Regione, da parte del Comitato. Ha illustrato quelle che sono state le argomentazioni contenute nelle osservazioni, con una lezione chiara sulle emissioni reali previste in caso di realizzazione della centrale, spiegando inoltre le modalità di calcolo degli inquinanti presenti nell’aria della Valcesano.

Comunicato Stampa n. 12-2010 del 12 giugno 2010

14 giugno, 2010

Il Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano informa che venerdì 11 giugno, nella piazza di San Michele al Fiume, si è tenuta l’annunciata assemblea pubblica, indetta per informare la cittadinanza sullo stato del procedimento relativo alla Centrale Turbogas di Corinaldo.
Davanti ad almeno 400 persone, il presidente, Manuela Pieri, ha esposto sinteticamente i contenuti del parere negativo emesso dalla Regione Marche il 19 febbraio scorso.
Ha inoltre ricordato ai sindaci l’assoluta necessità di emettere provvedimenti urgenti a tutela della salute pubblica in base agli art.216-217 “del testo unico sulla salute” in qualità di autorità sanitaria dei territori da loro amministrati, richiesta già formulata da parte della cittadinanza, attraverso la petizione popolare iniziata il 27 novembre scorso e sottoscritta da più di 10.000 persone.
Tale richiesta è stata successivamente rinnovata da parte del Comitato, il 21 gennaio scorso, attraverso una diffida.
L’urgenza dell’emanazione di tali atti è data dall’imminenza del rilascio del parere da parte della Commissione Tecnica di Via Ministeriale.

Il comitato ha ribadito agli stessi amministratori, l’importanza dell’indizione dell’inchiesta pubblica già chiesta dallo stesso comitato l’8 febbraio scorso al Ministero dell’ambiente, senza avere ottenuto risposta in merito.
E’ doveroso che anche gli amministratori dei territori impattati, debbano fare medesima richiesta, prima che il sub-procedimento di Via si concluda.
E’ altresì necessario che tutti i cittadini aderiscano a questa richiesta attraverso una petizione popolare on-line che il comitato ha promosso, al fine di avere un tavolo di confronto tra tecnici e cittadinanza, nel rispetto del principio di concertazione previsto dalla normativa.
Il Comitato ricorda che è possibile aderire alla petizione in modo semplice e veloce attraverso il sito internet www.valcesanosostenibile.org.

E’ intervenuto, in qualità di esperto, l’ingegner Antonio Pierfederici in collegamento web da Monaco di Baviera.
L’ingegner Antonio Pierfederici, ha contribuito con il suo prezioso lavoro, a redigere la parte più importante e corposa delle Osservazioni al progetto presentate al Ministero dell’Ambiente e all’Assessorato Ambiente e Paesaggio della Regione Marche, da parte del Comitato.
Durante l’incontro, ha illustrato quelle che sono state le argomentazioni contenute nelle osservazioni, facendo assistere, i cittadini presenti, ad una lezione chiara sulle emissioni reali previste in caso di realizzazione della Centrale, spiegando le modalità di calcolo degli inquinanti attualmente presenti nell’aria della Valcesano.

Il comitato proseguirà la sua azione di monitoraggio del procedimento tutt’ora in corso, continuando con tutte le iniziative necessarie ad impedire la realizzazione della centrale, fin tanto che non verrà chiuso definitivamente il procedimento tutt’ora aperto con un no definitivo alla realizzazione del progetto.

Proseguendo l’azione sempre svolta a fianco ed in collaborazione con il coordinamento dei Comitati in difesa delle Valli del Metauro, Cesano e Candigliano e della Rete Marche per Rifiuti zero.
Il preoccupante scenario energetico regionale, vede una serie di aggressioni al territorio: i Rigassificatori di Porto Recanati e Falconara, le Centrali Turbogas di Corinaldo e Falconara, le Centrali a biomasse a Schieppe di Orciano-Jesi-Fermo e Montegranaro, il gasdotto Appenninico ecc..
Tali iniziative, apparentemente disgiunte, sono in realtà strettamente correlate tra loro e meritano, e avranno, una risposta unitaria e determinata.

Mondavio, 12 giugno 2010

Inchiesta Pubblica: una richiesta senza risposta

12 maggio, 2010

In data 8 febbraio 2010 abbiamo richiesto ufficialmente al Ministero dell’Ambiente che venga indetta un’inchiesta pubblica (art. 24 comma 6 del D.Lgs 152/06) nell’ambito della Valutazione di Impatto Ambientale della Centrale Turbogas di Corinaldo.

A questa richiesta non abbiamo mai avuto risposta.

Ricordiamo che l’inchiesta pubblica è uno strumento attraverso il quale la legge consente ai cittadini di poter partecipare all’esame dello studio d’impatto ambientale, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e delle osservazioni redatte dai cittadini attraverso una conferenza pubblica (in contraddittorio) a cui partecipano le pubbliche amministrazioni, il proponente e gli stessi cittadini.

Riteniamo l’inchiesta pubblica uno strumento indispensabile per garantire i fondamentali principi di concertazione e precauzione.

Centrale Turbogas di Corinaldo: la storia e la situazione attuale

7 maggio, 2010

Il 15 ottobre 2009 presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Regione Marche, le due Provincie e i nove Comuni interessati dal progetto, viene depositato da parte di Edison S.p.A. il progetto per la realizzazione di una Centrale Termoelettrica a ciclo combinato da 870 MWe, da costruire nel terreno Z.I.P.A., presso Corinaldo, in provincia di Ancona, nonché in prossimità del confine con la provincia di Pesaro, nelle vicinanze dell’abitato di San Michele al Fiume di Mondavio.
Alcuni cittadini di San Michele, allarmati dalla notizia pubblicata sui quotidiani locali, nell’intento di ottenere maggiori informazioni al riguardo, effettuano un accesso agli atti alla Regione Marche , presso la quale è stata depositata copia del progetto, del quale viene concessa copia integrale.

Dopo averne analizzato le specifiche tecniche, gli stessi cittadini decidono di informare la popolazione locale, ancora praticamente ignara di quanto stava accadendo. A tal fine si crea un gruppo di lavoro, chiamato Sviluppo Sostenibile Valcesano, che il 27 novembre organizza un’assemblea popolare presso i locali della “Lanterna Azzurra”, in località Madonna del Piano, a Corinaldo con la partecipazione dell’ingegner Valentino Tavolazzi. Sono presenti più di settecento cittadini, ai quali viene comunicata l’avvenuta presentazione del progetto. Lo stesso giorno parte la raccolta di firme ad una petizione popolare che chiede alla Regione Marche, a trentacinque comuni e alle due province coinvolte di deliberare in senso negativo al progetto, di fare le osservazioni e redigere pareri entro i 60 giorni previsti dalla legge. La petizione è stata ad oggi sottoscritta da oltre 10.000 persone.

Due giorni dopo il gruppo si costituisce formalmente nel Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano e il 7 dicembre il presidente Manuela Pieri concede un’intervista al TG3, realizzata proprio sul terreno dove è prevista la realizzazione della Centrale, alla presenza di centinaia di cittadini.

Il 9 dicembre il Comitato organizza una seconda assemblea pubblica a Mondavio, nella quale si dà il via alla diffida patrimoniale (azione di difesa patrimoniale dei cittadini), da inserire come osservazione nel procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale avviato dal Ministero dell’Ambiente. In giornata la regione Marche aveva convocato la Conferenza dei Servizi per l’esame della V.I.A. regionale per il 21 gennaio 2010, a cui sono invitate le amministrazioni ed enti interessati, e i nove comuni interessati direttamente dal progetto (Corinaldo, Mondavio, Monteporzio, Monterado, Orciano di Pesaro, San Giorgio di Pesaro, Piagge, Cartoceto e Fano).
Alla scadenza del periodo previsto dalla legge per presentare le Osservazioni al progetto e per redigere i relativi pareri (14 dicembre) il Comitato aveva redatto e spedito le proprie Osservazioni al progetto, inviandole al Ministero dell’Ambiente e alla Regione Marche Assessorato Ambiente e Paesaggio (poi integrate con ulteriori Osservazioni il 5 febbraio e 20 febbraio 2010), mentre trentadue Comuni ed entrambe le province, su impulso del comitato e dei cittadini firmatari della petizione, avevano deliberato negativamente in Giunta o in Consiglio in merito al progetto. Lo stesso giorno è in agenda la prima Conferenza dei Servizi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, a cui partecipano le Amministrazioni ed enti interessati dal progetto oltre all’Avv.to M.Raffaela Mazzi, in qualità di Legale del Comune di Mondavio: in seguito ad alcune eccezioni procedurali sollevate da alcune Amministrazioni, la Conferenza dei Servizi viene però rinviata.
Il 22 dicembre 2009 il Comitato promuove un tavolo di lavoro con le pubbliche amministrazioni a cui sono invitate sia i Comuni interessati dal progetto che quelli coinvolti dalla petizione popolare.
Entro la fine dell’anno tutti i Comuni (interessati dalla petizione popolare) avevano espresso delibere contrarie alla realizzazione della Centrale.

Il 13 gennaio 2010 il Comitato scrive una lettera aperta a tutti i parlamentari eletti nel collegio delle Marche affinché provvedano nelle sedi competenti ad impedire la realizzazione della Centrale, assicurando così ai cittadini, anche mediante le azioni di sindacato ispettivo previste dall’ordinamento, il rispetto dei diritti costituzionalmente riconosciuti alla SALUTE , all’AMBIENTE, alla PROPRIETA’ PRIVATA. Alcuni parlamentari avanzano un’interrogazione parlamentare (n.5-02403).
Il 15 gennaio, presso il Ministero per lo Sviluppo Economico, la Conferenza dei Servizi (già rinviata un mese prima) dà inizio al procedimento unico che regola l’iter Amministrativo di approvazione o diniego al progetto.
Il 16 gennaio il Comitato organizza la terza assemblea pubblica nei locali della “Lanterna Azzurra”, a cui intervengono oltre milleduecento cittadini per informare la cittadinanza sullo stato dei procedimenti amministrativi in atto ed invita il Professor Gianni Tamino che tiene una lezione su sviluppo sostenibile ed energia per il futuro.
Il 18 gennaio Il Pubblico Funzionario Regionale, il Responsabile Regionale del procedimento e la Regione Marche vengono raggiunti da diffida inviata dal Comitato a convocare in Conferenza dei Servizi anche i Comuni INTERESSATI dalle ricadute ambientali derivanti dalla realizzazione della centrale, (e già coinvolti dal comitato attraverso la petizione popolare): Castelleone di Suasa, Barbara, Arcevia, Ripe, Castelcolonna, Senigallia, Ostra, Ostra Vetere, Montecarotto, Morro d’Alba, Serra dei Conti, Belvedere Ostrense, Montemaggiore al Metauro, Mondolfo, S.Costanzo, Barchi, Fratte Rosa, S.Lorenzo in Campo, Pergola, Isola del Piano, S.Ippolito, Fossombrone, Saltara, Serrungarina, Frontone e Serra S.Abbondio; in seguito a questa, la Regione Marche, il 20 gennaio, estende l’invito a tali Amministrazioni Locali. La Conferenza, avente per oggetto il procedimento di V.I.A. regionale, si svolge il 21 gennaio.
Nel frattempo viene programmata una seconda campagna per la sottoscrizione delle diffide patrimoniali: il 23 gennaio i cittadini che l’hanno sottoscritta sono più di cinquecento.
Il 28 gennaio la Commissione Ministeriale per il procedimento di V.I.A. effettua un sopralluogo sui terreni Z.I.P.A. destinati alla Centrale; vengono invitati la Regione Marche, rappresentata dal P.F. David Piccinini, Arpa Marche e EDISON S.p.A. Non vengono invitati i Sindaci delle varie Amministrazioni coinvolte nel procedimento. Molti di essi sono però presenti al sopralluogo, avvertiti dal Comitato che in quella circostanza indice un sit-in a cui partecipano almeno trecento cittadini e invita le telecamere del TG3 che sono presenti.
Il 2 febbraio il Comitato invia una lettera ai Vescovi delle diocesi di Fano e Senigallia, a cui la Commissione della Conferenza Episcopale Marchigiana per la pastorale sociale e del lavoro risponde pubblicamente il 26: i vescovi delle Marche condividono le preoccupazioni espresse dalla popolazione della Valcesano e dei Comuni residenti nell’area circostante la realizzazione della centrale e invita le Autorità pubbliche ad adoperarsi perché nel caso concreto si cerchino soluzioni alternative al progetto in discussione, soluzioni che siano coerenti con i principi e i valori della custodia del Creato, della difesa della salute fisica delle persone e delle famiglie, del rispetto del territorio e della tutela degli insediamenti abitativi e lavorativi esistenti e della vita delle comunità residenti.
Il giorno seguente viene indetta una assemblea pubblica a Ripe, seguita da quella dell’8 a Monte Porzio, avente lo scopo di informare la popolazione locale sugli sviluppi della ormai nota “questione Turbogas”.

L’8 febbraio il comitato richiede ufficialmente al Ministero dell’Ambiente che venga indetta un’ “inchiesta pubblica” in base all’art.24 comma 6 del D.Lgs152/06: A QUESTA RICHIESTA NON SI È AVUTA MAI RISPOSTA.

L’inchiesta pubblica è uno strumento attraverso il quale la legge consente ai cittadini, di poter partecipare all’esame dello studio d’impatto ambientale, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e delle osservazioni redatte dai cittadini con una conferenza pubblica (in contraddittorio) a cui partecipano le pubbliche amministrazioni, il proponente e gli stessi cittadini. L’inchiesta pubblica, se viene concessa, deve essere fatta prima della conclusione del sub-procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA).
Il 13 febbraio l’onorevole Stefano Saglia, sottosegretario al Ministero dello Sviluppo partecipa ad un incontro organizzato dall’ Amministrazione Comunale di Corinaldo con i sindaci dei trentacinque Comuni coinvolti nel procedimento; viene ufficialmente invitato anche il Comitato.
Due giorno dopo, nella palestra comunale di San Michele al Fiume, il Governatore della Regione Marche, Gian Mario Spacca incontra la popolazione in un’assemblea organizzata dal Sindaco di Mondavio, Federico Talè e interviene sulla questione della Centrale, chiarendo la posizione dell’Amministrazione Regionale, contraria alla realizzazione del progetto.
Il 19 febbraio una delegazione del Comitato viene ricevuta a Roma dal Vice Ministro allo Sviluppo Economico Adolfo Urso. In giornata viene emesso il parere negativo della Regione Marche alla realizzazione della Centrale.

L’indomani i Comitati delle Marche organizzano ad Ancona la manifestazione “Giù le mani dalle Marche” per protestare contro progetti e realtà ad alto impatto ambientale nella Regione.
Ulteriori azioni svolte dal comitato sin dalla sua costituzione, sono il continuo monitoraggio dei procedimenti amministrativi, attraverso l’accesso agli atti ed estrazione copia degli stessi, che nel corso dei mesi è stata esercitata presso le varie amministrazioni interessate dal progetto.
A tutt’oggi il comitato sta monitorando il sub-procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), attualmente in corso presso il Ministero dell’Ambiente.
Oltre a continue e costanti azioni di “sollecitazione” verso tutte le Amministrazioni pubbliche locali (comprese quelle amministrazioni comunali non interessate dal progetto ma da subito coinvolte dal comitato attraverso la petizione popolare) affinché redigessero atti o promuovessero azioni di contrasto al progetto presentato.
Il 15 maggio 2010 il comitato ha organizzato la 3^ campagna di “Diffide patrimoniali”, azione molto importante innanzitutto per sollecitare il Ministero dell’ambiente, presso cui è in atto il sub procedimento di VIA:
a)- a tenere conto del patrimonio immobiliare esistente nei territori circostanti la centrale in progetto e che verrebbe danneggiato, in termini economici, dal progetto presentato da Edison S.p.A.,
b)- a rispettare il codice dell’Ambiente D.Lgs 152 art. 4 comma 4 lettera b, la dove richiama che “la valutazione ambientale dei progetti ha la finalità di proteggere la salute umana, contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita, provvedere al mantenimento delle specie e conservare la capacità di riproduzione dell’ecosistema in quanto risorsa essenziale per la vita. A questo scopo, essa individua, descrive e valuta, in modo appropriato, per ogni caso particolare e secondo le disposizioni del presente decreto, gli impatti diretti di un progetto sui seguenti fattori:
1)- l’uomo, la fauna e la flora;
2)- il suolo, l’acqua, l’aria e il clima;
3)- i beni materiali ed il patrimonio culturale;
4)- l’interazione tra i fattori di cui sopra.”
L’atto di diffida costituisce un fondamentale strumento di esercizio dei diritti dei cittadini, ha lo scopo di richiamare le autorità preposte al rilascio dei provvedimenti alle proprie responsabilità, ivi compresa quella di assicurare che la valutazione di impatto ambientale accerti le nefaste conseguenze della centrale sul patrimonio immobiliare e che di tale impatto si tenga conto in sede di definizione dei provvedimenti conclusivi.
L’atto di diffida costituisce altresì messa in mora delle autorità e dei funzionari preposti rispetto ai danni patrimoniali subiti e subendi medio tempore in conseguenza di ritardi nell’emanazione dei provvedimenti finali preclusivi della realizzazione della centrale, ovvero in ipotesi di emanazione dei provvedimenti autorizzativi. E’ evidente, infatti, che il semplice rilascio delle autorizzazioni alla realizzazione dell’impianto determinerebbe, in ipotesi, ulteriore svalutazione degli immobili e calo della domanda, conseguenze che potrebbero protrarsi fino alla definitiva caducazione dei provvedimenti stessi.
Pur essendo certo, il Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano, di riuscire, con il sostegno dei cittadini, ad impedire la realizzazione della centrale turbogas, non è escluso che la definitiva conclusione della vicenda richieda l’impugnazione avanti all’autorità giudiziaria di eventuali autorizzazioni o provvedimenti favorevoli alla ditta proponente.

Giù le mani dalle Marche!

22 febbraio, 2010

Comunicato Stampa “Marche per Rifiuti Zero”

Splendida riuscita della manifestazione indetta ad Ancona il 20 febbraio 2010 da Marche per Rifiuti Zero.
Ringraziamo i Sindaci ed i rappresentanti degli Enti Locali che hanno partecipato, sfilando in testa al corteo. Il ringraziamento va esteso al Presidente della Giunta Regionale uscente, Gianmario Spacca, ed agli altri candidati, presenti fino alla chiusura dell’evento.
Indubbiamente la manifestazione, almeno 1500 persone, a guardare i filmati, 800 secondo la Questura (!?!), ha maturato nei presenti la consapevolezza che tutte le vicende, piccole e grandi, che interessano la nostra meravigliosa Regione, dai rigassificatori di Porto Recanati e Corinaldo, alle minicentrali, ai maxi- eolici, passando per Jesi, Fermo, Schieppe di Orciano, sono frutto dello stesso modello di sfruttamento, ingiustificato ed eccessivo, del territorio, in contrasto con i principi di trasparenza, concertazione e precauzione.
Tre i punti fondamentali:
1) tutti i Comitati presenti, veramente tanti, hanno potuto conoscere le problematiche di ciascuna località;
2) per la prima volta, i temi dei diritti dell’uomo e del cittadino, legati alla salute, all’ambiente ed al territorio, nonché alla legalità , sono entrati da protagonisti nella campagna elettorale per le Regionali;
3) la manifestazione – finalmente! – era composta di persone, ognuna con il proprio credo ed orientamento, convenute ad Ancona per ribadire la necessità di stare insieme, di lavorare e, anche, di lottare fianco a fianco, per il rispetto dei diritti più sacri.
Alla fine, il coro è stato unanime: ritorneremo se non saremo ascoltati.
Se sarà necessario, se qualcuno volesse imporci decisioni dall’alto, andremo a Roma, a Strasburgo, ovunque occorrerà.

GIU’ LE MANI DALLE MARCHE !

MARCHE PER RIFIUTI ZERO

Comunicato Stampa n. 9-10 del 21 febbraio 2010

21 febbraio, 2010

Venerdi 19 febbraio u.s. una delegazione del Comitato S.S.V ha incontrato a Roma il Vice Ministro allo Sviluppo Economico Adolfo Urso, per discutere della questione centrale Turbogas Edison di Corinaldo.
Alla riunione, tenutasi presso il Ministero per lo Sviluppo Economico, erano presenti il Sindaco di Fano Stefano Aguzzi, che ha voluto l’incontro ed ha invitato a parteciparvi i rappresentanti del Comitato, il Consigliere Provinciale di Pesaro e Urbino Elisabetta Foschi che lo ha organizzato, il Sindaco di Mondavio Federico Talè.
Il Vice Ministro ha ribadito che la volontà politica del governo, in questo momento, punta su altri sistemi di produzioni di energia elettrica, che il procedimento in atto dovrà comunque seguire il suo percorso tecnico, che in questo momento si sta svolgendo al Ministero dell’Ambiente, ed ha anche affermato, che se non c’è il consenso del territorio, la centrale non potrà essere autorizzata.
Al termine del colloquio, cordiale e proficuo, l’On. Urso si è impegnato ad organizzare un appuntamento con rappresentanti istituzionali del Ministero dell’Ambiente.
Informiamo altresì che finalmente, sempre venerdi 19, la Regione Marche, sebbene con notevole ritardo rispetto ai termini normativamente previsti, ha emesso il parere negativo previsto dall’Art. 25 del D.L.vo 152/2006 nell’ambito del procedimento di V.I.A.
Due passi importanti, anche se non ancora risolutivi, che testimoniano come l’unità, perseguita dal Comitato S.S.V., indipendentemente da partiti e schieramenti politici, sia determinante per l’affermazione dei diritti del territorio.

Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano

Raccolta firme

10 dicembre, 2009

Comunichiamo che alla data odierna (10/12/2009) la petizione presentata all’assemblea del 27/11/2009 è stata sottoscritta da 7.444 cittadini.

Sono già state consegnate le sottoscrizioni di 860 cittadini e sono in fase di verifica e preparazione per la consegna, che avverrà entro il 14/12/2009, le restanti 6.584 firme.

Per far fronte alla richiesta della popolazione la raccolta firme proseguirà anche nelle prossime settimane (comunicheremo i luoghi e le modalità).