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A TIBERI, TECNICO, CONSIGLIAMO DI RISPETTARE LE ORDINANZE

14 giugno, 2013

Leggiamo, non sorpresi, un duro intervento del Dr. Oriano Tiberi, pubblicato a pagina intera su il Resto del Carlino di oggi.

Nell’articolo si attacca il Dr. Pelagaggia che, nell’espletamento dei doveri della sua funzione di Sindaco di Fossombrone, quindi, per legge, Autorità Sanitaria di quel Comune, ha emanato un’ordinanza nei confronti del Direttore medico del presidio ospedaliero di Urbino-Cagli-Sassocorvaro-Fossombrone-Pergola e del Direttore del Dipartimento di Laboratorio dell’ASUR Marche – Area vasta nr. 1, affinché assicurino il funzionamento continuativo, nell’arco delle 24 ore dei giorni feriali e nei festivi, del laboratorio analisi interno alla Struttura Ospedaliera di Fossombrone.

Sia chiaro non interveniamo a tutela “politica” del Dr. Pelagaggia, che crediamo sia capacissimo di difendersi da solo, ma vogliamo precisare alcune circostanze, prima di metodo, poi nel merito, visto che siamo promotori dell’iniziativa fatta propria dal Sindaco di Fossombrone.

Ricordiamo al “tecnico” Dr. Tiberi che non il solo Sindaco di Fossombrone ha emesso l’ordinanza, ma anche gli altri Sindaci di Isola Del Piano, Montefelcino, Sant’Ippolito, Serrungarina.

Ricordiamo altresì che i Sindaci sono stati invitati a fare tale ordinanza da circa 500 cittadini che, in appena 24 ore, hanno sottoscritto il documento di invito predisposto dai nostri Comitati.

Quindi, riducendo il tutto al solo Sindaco di Fossombrone, il Dr. Tiberi compie una vera e propria opera di disinformazione

Tale opera viene poi completata quando il dirigente sanitario elude di rispondere al contenuto dell’ordinanza ed alle sue motivazioni legali: “la Struttura Ospedaliera di Fossombrone ospita tuttora i reparti per acuti U.O. Medicina/Lpa e U.O. Chirurgia, nonché il P.P.I. – Punto di Primo Intervento che, ai sensi di quanto disposto dall’Art. 14, comma 1, della L.R. Marche nr. 36 del 30.10.1998, svolge anche le funzioni di “stabilizzare il paziente in fase critica”. […] I detti reparti ed il P.P.I. necessitano della pronta disponibilità del laboratorio analisi per espletare l’attività diagnostica e prestare le cure necessarie ai pazienti ovvero per “stabilizzare il paziente in fase critica”.

A questo avrebbe dovuto rispondere in prima persona il Dr. Tiberi, ma crediamo che, in seguito e su ben altri piani, dovrà farlo tutto l’apparato burocratico e politico della Regione Marche, che gestisce la sanità in maniera così clamorosamente deficitaria rispetto ai diritti dei cittadini. Solo in una repubblica delle banane, quale purtroppo sta diventando l’Italia, un potere politico (Regione Marche) può promulgare dei provvedimenti così incisivi, in negativo, sulla salute dei cittadini senza dare informazione scritta, dettagliata e motivata a coloro, i Sindaci, che per legge esercitano le funzioni e la responsabilità di Autorità Sanitaria.

Avremmo compreso il Dr. Tiberi se lo stesso, rendendosi conto delle evidenti infrazioni commesse da coloro da cui, gerarchicamente e politicamente, dipende, si fosse rivolto ai cittadini ed ai Sindaci con l’umiltà di chi è tenuto ad eseguire delle direttive dall’alto e si trova oggettivamente in difficoltà e spiegare le sue ragioni ai cittadini tutti.

Il “tecnico” Tiberi ha scelto un’altra strada, quello dell’attacco politico personale ed insinuante.

Ci sia consentito di rivolgere a lui, ed a quant’altri dell’apparato dirigenziale pubblico godono di lauti stipendi e di ancora più incomprensibili premi di risultato, l’invito a fare seriamente e semplicemente il “tecnico”, astenendosi dal prendere le difese e le responsabilità che competono ai politici : Spacca e Mezzolani in primis.

Noi proseguiremo nella battaglia intrapresa ed invitiamo i Sindaci, non solo quelli indicati, ma tutti, a stare al fianco dei cittadini.

Al Dr. Tiberi, che crediamo sia conscio e informato delle proprie responsabilità, consigliamo di rispettare le ordinanze.

L’episodio ci sembra significativo ed i comitati avranno modo di spiegare, in appositi incontri, le possibilità di resistere agli iniqui provvedimenti e di vincere questa battaglia dalla straordinaria importanza, visto che riguarda il bene primario della tutela della salute.

Abbiamo imparato ad essere CITTADINI NON SUDDITI!

Comitatinrete

SPACCA HA PERSO IL CONTROLLO – 5 – LA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE SULLA VIA (DGR 825/2013)

5 giugno, 2013

SPACCA HA PERSO IL CONTROLLO – 5 – LA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE SULLA VIA (DGR 825/2013)

-con invito alla massima diffusione

Da inguaribili ottimisti, fiduciosi nell’altrui capacità di comprendere gli errori e di emendarli, eravamo convinti che Spacca, dopo la debacle della sentenza della CC n. 93/2013 che ha duramente censurato l’illegittimità costituzionale della L.R. Marche nr. 3/2012, avesse aperto un confronto per porre termine a tanti anni di cattiva legislazione regionale e, al contempo, per porre rimedio ai già gravi danni subiti da cittadini, imprenditori e dagli stessi Enti Locali, Regione compresa.

Fu scritto che “errare è umano, perseverare è diabolico”, ma  Spacca, evidentemente, non hai mai letto tale frase. Ci riferiamo alla proposta di legge di cui alla D.G.R. nr. 825 del 28.05.2013 Modifiche alla legge 26 marzo 2012, n. 3 “Disciplina regionale della valutazione di impatto ambientale (VIA)”, ove la Giunta regionale ha commesso due errori marchiani e vorrebbe consumare, nei confronti dei Comuni, una risibile e infantile vendetta,  indicativa dell’atteggiamento di lor signori.

Ricapitolando, da anni (Art. 57 L.R. 31/2009; Art. 24 L.R. 20/2001; L.R. 3/2012; mancata approvazione della proposta di legge 242/12, per la sospensione degli effetti prodotti dalla L.R. 3/2012; L.R. 30/2012; mancata discussione dell’atto di indirizzo amministrativo per il recepimento dei principi, comunitari e costituzionali, posti a tutela dei cittadini e dell’ambiente) la Giunta Regionale delle Marche ha adottato norme e prassi procedimentali – peraltro anche sottoposte al determinante avvallo tecnico-giuridico di strapagati dirigenti come Costanzi e Minetti – mediante le quali ha ignorato, deviato, calpestato i diritti dei cittadini, le prerogative dei Comuni, il buon senso e la verecondia comune.

Norme e prassi che hanno permesso a funzionari discussi, discutibili e finanche inquisiti per corruzione, di rilasciare decine di autorizzazioni di impianti impattanti, il cui unico scopo, secondo le notizie riportate anche recentemente dalla stampa, sarebbe stato di permettere a taluni (im)”prenditori” ben conosciuti di accedere alle laute contribuzioni pubbliche. Solo nel biogas, a fronte di poco più di 120-150 milioni di investimento, si calcolano oltre 600 milioni di contributi pubblici, tolti cioè dalle nostre tasche. In tutto il settore energetico, e per le sole Marche, l’ammontare complessivo degli incentivi statali sarebbe tra i 5 ed i 6 miliardi di euro in 12-15 anni.

Ebbene quasi tutti gli impianti sono bloccati, la sola eccezione degna di rilievo si è registrata nel fotovoltaico a terra, la Corte Costituzionale si è pronunciata in modo netto ed inequivocabile, e la Giunta Regionale, invece di aprirsi al rispetto delle norme comunitarie, tutelare i cittadini e le imprese, rispettare il diritto alla salute, alla tutela del patrimonio storico-artistico e del paesaggio, vorrebbe demandare ai Comuni l’incombenza di condurre, in esito alla verifica di assoggettabilità, la Valutazione di Impatto Ambientale per gran parte dei progetti delle più svariate attività. Giusto per fare un esempio, secondo la nuova proposta di legge della Giunta, tutti gli impianti a biogas autorizzati dalla Regione avrebbero dovuto essere sottoposti a procedura di V.I.A. da parte di ciascun Comune, e dopo che gli stessi Comuni sono stati completamente esclusi ed emarginati nella decisioni.

E’ la vendetta di una burocrazia ormai incapace ad altro che a tutelare se stessa!

Il secondo errore marchiano deriva dal fatto che nulla ha previsto la Giunta regionale, né nella proposta di legge, né in altri provvedimenti, per sanare,  o tentare di sanare, la situazione determinata dalla quarantina di autorizzazioni rilasciate sulla base della L.R. 3/2012 ora dichiarata incostituzionale.

E’ il caso di pensare che i burocrati, con il beneplacito della Giunta, cercheranno comunque di “legalizzare” lo status quo?

A questo punto non possiamo che attrezzarci al peggio e, mentre ribadiamo la nostra logica richiesta di sospendere gli effetti già prodotti dall’applicazione della famigerata L.R. 3/2012, con la riunione svoltasi il 1 Giugno u.s. a Chiaravalle, i comitati e le associazioni aderenti alla nostra rete hanno assunto le seguenti decisioni:

1. Informare cittadini e Sindaci sulle questioni esposte

2. Preparare una memoria indirizzata a tutti i Consiglieri regionali perché emendino, in maniera determinante, la nuova proposta di legge della Giunta

3. Adire alle sedi giudiziarie opportune affinché la Regione Marche sia costretta ad adempiere ai dettami della Corte Costituzionale

4. Integrare tutte le vertenze, maxi-eolico, stoccaggi-gas, maxi-elettrodotto, biomasse, biogas, rigassificatori, sanità ed altre con le indicazioni date dalla Sentenza

5. Intensificare le azioni di rivendicazione per colpire le responsabilità e le inadempienze di questa burocrazia, tanto cara alle nostre tasche, quanto inefficiente e fonte di sprechi per tutti.

Questo perché SIAMO CITTADINI, NON SUDDITI.

Comitatinrete www.comitatinrete.it

Vertenza Sanità

28 maggio, 2013

DICHIARATA L’ILLEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE DELLA L.R. MARCHE NR. 3/2012

24 maggio, 2013

La CORTE COSTITUZIONALE, con sentenza nr. 93 del 20.05.2013, ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale degli allegati A1, A2, B1 e B2 alla legge della Regione Marche 26 marzo 2012, n. 3 (Disciplina regionale della valutazione di impatto ambientale – VIA), nel loro complesso, nella parte in cui, nell’individuare i criteri per identificare i progetti da sottoporre a VIA regionale o provinciale ed a verifica di assoggettabilità regionale o provinciale, non prevedono che si debba tener conto, caso per caso, di tutti i criteri indicati nell’Allegato III alla direttiva 13 dicembre 2011, n. 2011/92/UE (Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati – codificazione), come prescritto dall’articolo 4, paragrafo 3, della medesima.

Dunque, abbiamo sempre avuto ragione: la L.R. Marche nr. 3/2012 è incostituzionale e l’esclusione dei progetti dalla procedura di V.I.A. da parte della Regione ha comportato violazione della normativa europea.

Di conseguenza chiediamo la revoca immediata di tutte le autorizzazioni rilasciate, con riserva di azione di risarcimento dei danni e di adire la Magistratura contabile per gli aspetti di propria competenza.

COMITATINRETE

www.comitatinrete.it

Assemblea Pubblica

12 maggio, 2013

Ponte dell’Acquasanta: nuova, grande vittoria dei cittadini

10 maggio, 2013

Comunicato stampa n. 15/13 del 9/05/2013

PONTE DELL’ACQUASANTA

NUOVA, GRANDE VITTORIA DEI CITTADINI

Prendiamo atto, con soddisfazione, del fatto che ieri la Provincia di Pesaro ha selezionato la ditta che eseguirà i lavori di costruzione del ponte provvisorio.

Così come constatiamo che, ancora una volta, l’autoreferenzialità di certa classe dirigente locale ha dimenticato di inserire, nell’ossequiosa elencazione dei ringraziamenti, coloro che hanno effettivamente dato una svolta alla vicenda e la sveglia alla burocrazia e alla politica: I CITTADINI.

La cosa non ci sorprende, ma riteniamo doveroso ringraziare, al riguardo, tutti i cittadini e le imprese che, rimboccandosi le maniche e – come suol dirsi – mettendoci la faccia, hanno sottoscritto le diffide ed avviato le azioni risarcitorie ottenendo una importante accelerazione dei tempi di costruzione del ponte provvisorio.

Come nella vicenda turbogas, ancora una volta i cittadini sono stati determinanti ed hanno dimostrato che quando si organizzano per difendere i propri diritti, sono in grado di ottenere la soluzione dei problemi.

Del resto, i copiosi ringraziamenti indirizzati a politici e funzionari provinciali non fanno certo dimenticare né che il problema crollo del ponte è stato determinato dall’inadempienza di questi ultimi, né l’inerzia assoluta e l’abbandono del territorio da parte dei medesimi soggetti per quasi due anni dal crollo del ponte. Con l’aggravante, di cui sono corresponsabili i due comuni interessati, di avere in un primo momento affidato la soluzione del problema a iniziative private, inadeguate ed estemporanee, senza nemmeno operare quel controllo che le circostanze richiedevano.

Naturalmente, questa è solo la vittoria della prima battaglia.

Andremo avanti con la richiesta dei danni subiti e subendi, con le azioni tese a ottenere che i costi siano rimborsati dai diretti responsabili delle inadempienze che hanno fatto crollare il ponte e non è finita qui: pretenderemo il ponte definitivo, perché in Italia non c’è niente di più definitivo delle cose provvisorie.

Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano

Rassegna Stampa del 12-04-2013

14 aprile, 2013

Dal Corriere Adriatico

Lettera aperta alle associazioni di categoria

14 aprile, 2013

PONTE DELL’ACQUASANTA

Lettera aperta alle associazioni di categoria

PERCHE’ LA CONFCOMMERCIO DI ASCOLI PICENO E LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA DI PESARO DIFENDONO GLI INTERESSI DEI LORO ASSOCIATI

MENTRE IN VALCESANO LE STESSE TENTENNANO ??

Portiamo a conoscenza di quanto appreso dagli organi di stampa i giorni scorsi.

La Corte dei Conti di Ancona ha riconosciuto il danno erariale di 804.000,00 euro per la mancata manutenzione dell’acquedotto che il 30.12.2007 lasciò senz’acqua  per 10 giorni  alcuni comuni della vallata del Tronto in Provincia di Ascoli Piceno. Stando alla stampa, almeno 70 imprese, per lo più attività commerciali danneggiate dalla rottura nel periodo festivo tra capodanno e l’epifania , appoggiate dalla Confcommercio, hanno richiesto i danni economici a chi non provvide alla necessaria manutenzione dell’impianto, causandone la rottura.

Analoga iniziativa è stata intrapresa dagli imprenditori di Via Toscana, Pesaro, che, appoggiati dalle varie associazioni di categoria, 8 anni fa, in seguito all’esondazione del fiume che causò loro danni , si mossero a tutela dei loro diritti e il mese scorso hanno visto riconosciuto il risarcimento economico dei danni subiti.

Alla luce di quanto sopra, INVITIAMO I RESPONSABILI DELLE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA a cui sono iscritte le imprese della Valcesano danneggiate dal crollo del ponte dell’Acquasanta, a seguire l’esempio dei loro colleghi di Ascoli Piceno e Pesaro i quali, contrariamente a quanto sta avvenendo nel nostro territorio, si sono schierati al fianco degli associati per difendere i loro diritti ed interessi economici. Più volte, detti responsabili, si sono infatti inspiegabilmente e pubblicamente schierati a fianco dei responsabili del crollo, criticando l’operato del Comitato che, lo ricordiamo, sta supportando imprese e cittadini per ottenere la tempestiva riapertura della viabilità e il risarcimento dei danni subiti e subendi.

Per quel che ci riguarda, continueremo la campagna di raccolta diffide fino a che non sarà ripristinata la viabilità con l’apertura al traffico del ponte provvisorio bailey.

Dopo tale data, con il raggiungimento dell’obbiettivo perseguito (il ripristino della viabilità), cesserà la campagna di sottoscrizione e il Comitato si attiverà a sostegno di coloro che avranno aderito all’azione fino all’ottenimento del risarcimento richiesto.

Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano

Comunicato stampa n. 10/13 del 4/04/2013

6 aprile, 2013

Comunicato stampa n. 10/13 del 4/04/2013

PONTE DELL’ACQUASANTA:

IL COMITATO HA SPEDITO LA 3^ TORNATA DI DIFFIDE. L’AVV.MARIA RAFFAELA MAZZI HA INVIATO LA QUANTIFICAZIONE DEI DANNI SUBITI DAI PENDOLARI

E’ stata spedita oggi la 3^ tornata di diffide per chiedere il risarcimento dei danni procurati a cittadini e imprese. Contestualmente l’Avv.Maria Raffaela Mazzi  ha spedito agli Enti e ai funzionari responsabili la quantificazione economica dei danni chiesti dai pendolari.

Il risarcimento del danno richiesto dal nostro studio legale ammonta a poco meno di 450.000,00 euro e riguarda esclusivamente un gruppo di lavoratori pendolari. La richiesta si limita ai danni già subiti nel periodo 1.02.2011-31.01.2013, non conteggiano i danni subendi che verranno richiesti al maturare degli stessi.

Nei prossimi giorni provvederemo a concludere la quantificazione dei danni subiti dagli altri cittadini e dalle imprese.

Il Comitato continuerà la raccolta diffide fino a che non sarà ripristinata la viabilità con l’apertura al traffico del ponte provvisorio bailey.

Dopo tale data, con il raggiungimento dell’obbiettivo perseguito

(il ripristino della viabilità), cesserà la campagna di sottoscrizione e il Comitato si attiverà a sostegno di coloro che avranno aderito all’azione fino all’ottenimento del risarcimento richiesto.

Come più volte ribadito, non permetteremo che a pagare le ricostruzioni dei due manufatti siano nuovamente i cittadini ma pretenderemo che i costi siano a carico di coloro che hanno mal operato.

La Presidente del

Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano

Manuela Pieri

Riceviamo e Pubblichiamo

2 aprile, 2013

In relazione alla richiesta di cui all’oggetto e su indicazione del dirigente, si fa presente che le sale riunioni della Regione Marche non possono essere concesse per manifestazioni avverso gli atti della Giunta Regionale.

Cordiali saluti

Anna Lucia Lucarelli

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Questo è il testo della risposta negativa alla richiesta della sala Raffaello della Regione Marche. La richiesta, corredata di orari, temi e nomi dei relatori era stata formulata dal gruppo consiliare Popolo e Territorio – Libertà ed Autonomia, d’intesa con i Comitatinrete, per l’incontro manifestazione dei Comitati dell’elettrodotto indetto per l’11 aprile, ore 9.45, ad Ancona.

Tranquilli perché, bontà sua, la burocrazia regionale ci mette a disposizione la Sala Pagoda.

Motivo più verosimile del diniego è che la sala Raffaello è il salotto buono della Regione, mentre la sala Pagoda è quello di ripiego. Potevano dare il salotto buono a quei “bifolchi” dei Comitati?

Non si accorge, la incolpevole firmataria della risposta, di due cose:

1) che classifica come “contraria” alla Giunta l’incontro dei Comitati prima che si svolga e se ne possa dedurre il tenore. Cos’è, censura preventiva, volontà punitiva? Niente di tutto ciò. Ai burocrati manca il senso del ridicolo e si cacciano in situazioni deplorevoli per pura “stupideria”, che è molto più pericolosa della corruzione, perché contro la corruzione ci si può rivolgere alla Magistratura e bloccarla , ma contro la “stupideria” non c’è nessun rimedio e alla lunga fa più danno.

2) che impedisce ad un gruppo consiliare di svolgere il suo mandato, come prevede lo Statuto Regionale.

Ma la signora Lucarelli si accorge, probabilmente, di tutto ciò e precisa che agisce su “indicazione del dirigente”.

Abbiamo atteso qualche giorno perché lo stesso provvedesse a riparare. Invano!!!!.

Se tanto ci da tanto, allora è più facile comprendere come mai la Regione sia incappata nella reprimenda del Governo, ad esempio per quanto attiene al ricorso alla Corte Costituzionale circa la L.R. Marche 3/2012; meglio si spiega anche perché il Servizio Attività Normativa e Legale della Regione sia intervenuto, ad esempio, con pareri legali per sostenere le non corrette interpretazioni del PTC di Macerata che hanno comportato l’approvazione di impianti di biogas in zone di tutela integrale da parte dei funzionari recentemente sospesi a seguito dell’indagine della Procura, come accaduto per l’impianto biogas di Corridonia.

L’episodio, in se banale, ci fa dire due cose serie :

- Al Presidente Spacca: caro Presidente dove crede di portare la macchina Regione che mostra segni così evidenti di “sfasatura” in molti dirigenti regionali? Noi siamo disponibili al confronto, lo abbiamo detto e ripetuto, ma come può pretendere che accettiamo il confronto su questi livelli?

- Ai Comitati : traiamo occasione da questi trattamenti e partecipiamo numerosi all’incontro dell’11 Aprile: Abbiamo ragione, la sappiamo far valere e vinceremo la vertenza dell’elettrodotto, così come ne abbiamo già vinte a decine contro la burocrazia della Regione Marche.

CITTADINI NON SUDDITI

www.comitatinrete.it