Oltre 500 persone in piazza. Continua il “forcing” sul ministero
di Sandro Franceschetti su “Il Resto del Carlino” di Domenica 13 giugno 2010
Oltre 500 persone, venerdì sera, si sono radunate nella piazza di San Michele al fiume, rispondendo all’invito del Comitato Sviluppo Sostenibile Valcesano, per ribadire la loro contrarietà assoluta al progetto della mega-centrale termoelettrica a gas metano da 870 Mwe che la Edison spa intende realizzare in località Zipa, ricadente nel Comune di Corinaldo, ma di fatto vicinissima proprio al centro abitato della frazione mondaviese di San Michele.
La battagliera presidentessa del Comitato Manuela Pieri, ha messo in evidenza che nonostante le rassicurazioni sul “no” all’impianto arrivate da ogni latitudine nel periodo che ha preceduto le elezioni regionali, il procedimento è tutt’ora in corso al Ministero dell’Ambiente, sollecitando gli amministratori locali a non abbassare la guardia. La stessa Pieri ha spiegato che l’8 febbraio il Comitato ha chiesto al Ministero dell’Ambiente e alla Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale un’inchiesta pubblica nell’ambito del procedimento di autorizzazione della centrale e che a distanza di più di 4 mesi, contrariamente alle previsioni di legge, non ha ricevuto alcuna risposta.
“L’inchiesta pubblica – ha proseguito – è un importante strumento che consente ai cittadini di partecipare allo studio del progetto, intervenendo in una assemblea insieme alle pubbliche amministrazioni e al proponente per un confronto sul progetto da effettuarsi prima della conclusione del sub-procedimento di via”.
Tra la folla anche la consigliera regionale Elisabetta Foschi e il sindaco di Mondavio Federico Talè. Quest’ultimo ha detto: “il nostro Comune sta seguendo attentamente la vicenda. Il primo obiettivo che abbiamo perseguito era quello di far esprimere parere contrario alla Regione e lo abbiamo ottenuto. Adesso continueremo il nostro forcing nei confronti del Ministero”.
Grazie ad un collegamento in teleconferenza è intervenuto all’assemblea, da Monaco di Baviera, l’ingegner Antonio Pierfederici, che nei mesi scorsi ha contribuito a redigere una serie di osservazioni contrarie al progetto. “Il problema è che le emissioni inquinanti – ha dichiarato lo studioso – sono state sottostimate. Calcoli attendibili fanno ritenere che la centrale produrrebbe dalle 160 alle 230 tonnellate all’anno di polveri sottili, pari a quelle che si generano in 12 mesi a causa del traffico in una grande città. La costruzione dell’impianto non sarebbe un problema solo per i comuni della media Valcesano, ma per un territorio molto più ampio che comprende anche Fano, Senigallia e Pergola.

